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Presidente, dall’anno scolastico 2026/2027 entrerà in vigore la riforma degli Istituti Tecnici. Cosa prevede, e quali sono i pro e i contro?
La riforma degli Istituti Tecnici ha l’obiettivo di rendere i percorsi ancora più coerenti con le esigenze del mondo del lavoro, rafforzando le competenze tecniche, digitali e trasversali degli studenti, potenziando il collegamento con le imprese e introducendo modelli più flessibili, in continuità con gli ITS. In questo scenario, l’Istituto Carlo Bazzi si trova già da tempo in linea con molti degli indirizzi della riforma. Essendo un ente bilaterale delle costruzioni milanesi, è naturalmente connesso al sistema produttivo: da oltre trent’anni accompagniamo gli studenti in esperienze dirette in impresa e in cantiere. Abbiamo inoltre un forte legame con il territorio, testimoniato dalla presenza nel CdA di enti come il Comune di Milano e la Camera di Commercio, e un approccio didattico integrato, dove discipline come costruzioni, tecnologia e impianti vengono affrontate in modo coordinato da più docenti. Negli ultimi anni abbiamo investito anche sull’internazionalizzazione, con progetti Erasmus+, e sulla continuità formativa, essendo tra i fondatori dell’ITS Cantieri dell’Arte. Per questo, guardiamo alla riforma soprattutto come a un’opportunità, perché formalizza e rafforza un modello che al Bazzi è già realtà da anni. Per quanto riguarda il percorso 4+2, stiamo valutandone l’introduzione a partire dall’anno scolastico 2027-2028.
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