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Care colleghe e cari colleghi,
a dicembre abbiamo celebrato gli 80 anni di Assimpredil in un luogo che racconta bene chi siamo: il City Oval, l’ex Palazzo delle Scintille. Un edificio che ha attraversato la storia di Milano e che oggi torna a vivere con un’identità nuova.
Quella rigenerazione è un simbolo preciso: custodire la memoria e trasformarla in futuro. È esattamente ciò che facciamo ogni giorno: dare nuova funzione e nuova qualità a luoghi, idee e progetti. E lo facciamo perché esiste un’alleanza concreta tra chi investe e chi costruisce, tra chi immagina la città e chi la rende possibile. Nel nostro lavoro vediamo una cosa che spesso nel dibattito pubblico si perde: un edificio recuperato non è solo un’opera riuscita, è un pezzo di città che torna ad appartenere alle persone.
Questo anniversario, però, non è solo una celebrazione. È un promemoria. Ottant’anni di storia non sono un punto d’arrivo: sono una responsabilità.
Dentro la nostra storia c’è passione, certo, ma anche complessità. Ricordo ancora una frase ascoltata anni fa da Claudio De Albertis: costruire è un mestiere bellissimo e difficile. È vero, perché lascia segni nel paesaggio e incide sul modo in cui vivranno le generazioni future. Ed è per questo che il nostro lavoro richiede serietà, rigore, rispetto: per le persone, per la città, per il territorio.
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