Voucher cloud & cybersecurity
Contributo a fondo perduto destinato alle piccole e medie imprese e ai lavoratori autonomi per favorire la transizione digitale.
Suggerimento n. 459/13 del 22 settembre 2026
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito, con il Decreto direttoriale del 4 agosto 2026, le modalità di accesso al Voucher Cloud & Cybersecurity, il contributo a fondo perduto destinato alle piccole e medie imprese e ai lavoratori autonomi.
La dotazione complessiva è di 150 milioni di euro (di cui circa 71 milioni riservati agli interventi nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).
Possono accedere al Voucher le PMI e i lavoratori autonomi che, alla data di presentazione della domanda, dispongano di un contratto di connettività con una velocità minima di download di 30 Mbps.
Per le imprese è inoltre necessario essere attive e regolarmente iscritte al Registro delle imprese, non essere in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali liquidatorie ed essere in regola con gli obblighi assicurativi contro i danni derivanti da calamità naturali ed eventi catastrofali.
Il Voucher finanzia diverse tipologie di strumenti e servizi digitali, tra cui firewall e antivirus, servizi cloud per l’archiviazione e il backup, applicativi per la contabilità, il personale, l’organizzazione delle attività e la gestione dei clienti.
Sono inoltre ammesse soluzioni di produttività aziendale in cloud integrate con funzionalità di intelligenza artificiale.
I servizi di configurazione, monitoraggio e supporto collegati alle soluzioni acquistate, con esclusione della formazione, possono essere finanziati entro il limite del 30% del Piano di Spesa.
Un requisito fondamentale è che gli investimenti determinino un miglioramento delle prestazioni tecnologiche rispetto alla situazione di partenza. Non sono quindi finanziabili soluzioni con prestazioni analoghe a quelle già utilizzate, aggiornamenti che non comportino miglioramenti sostanziali o il semplice aumento delle licenze e delle utenze disponibili.
Le FAQ del MIMIT precisano inoltre che i gestionali ERP e CRM sono agevolabili soltanto se erogati in cloud, mentre l’acquisto di hardware generico, come un server, non rientra tra le spese ammesse.
La misura finanzia il 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20.000 euro, a fronte di un piano di investimento minimo di 4.000 euro.
Le spese dovranno essere sostenute dopo la presentazione della domanda e dovranno concludersi entro 12 mesi dalla comunicazione della concessione del contributo. Gli abbonamenti dovranno invece avere una durata di almeno 24 mesi e l’agevolazione potrà coprire i costi relativi ai primi due anni.
I fornitori delle tecnologie indicate nel Piano di Spesa dovranno essere scelti tra quelli abilitati e presenti nell’apposito elenco ministeriale, previsto dal Decreto MIMIT del 29 luglio 2026 e consultabile sulla piattaforma Invitalia.
In fase di predisposizione della domanda sarà inoltre necessario allegare offerte o preventivi di acquisto, completi dei relativi costi e dei codici identificativi previsti dall’elenco dei fornitori. Dalla documentazione dovrà emergere anche il miglioramento previsto rispetto alle dotazioni tecnologiche già disponibili.
La procedura per accedere al contributo si articola in due fasi, la precompilazione della domanda sarà possibile dalle ore 12.00 del 20 ottobre 2026, mentre l’invio della domanda potrà essere effettuato dalle ore 12.00 del 10 novembre 2026 fino alle ore 12.00 del 20 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse.
Le richieste saranno esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione e fino a esaurimento delle risorse disponibili. Ogni soggetto potrà presentare una sola domanda.
Maggiori informazioni al seguente link.