Regione Lombardia: Bando “Circolarità e sostenibilità delle PMI lombarde”

Contributi a fondo perduto per progetti di economia circolare, innovazione e sostenibilità delle PMI.

Suggerimento n. 411/11 del 4 agosto 2026


Regione Lombardia ha approvato i criteri del nuovo avviso “Circolarità e sostenibilità delle PMI lombarde”, con una dotazione di circa 20 milioni di euro.

La misura regionale è destinata alle micro, piccole e medie imprese lombarde che presentino progetti in forma singola, oppure in aggregazione, composta da almeno tre imprese.

Sono ammissibili gli interventi finalizzati a razionalizzare l’impiego di materie prime, energia e materiali, promuovere il riutilizzo, il riciclo e la valorizzazione degli scarti e dei sottoprodotti, nonché migliorare l’efficienza complessiva dei processi produttivi, che siano composti da:

  • uno studio ambientale propedeutico all'investimento;
  • un intervento di economia circolare realizzato alternativamente tramite un investimento produttivo oppure un progetto di innovazione di processo o dell'organizzazione.

Per la componente relativa allo studio ambientale sono ammissibili le spese sostenute per consulenze e attività tecniche specialistiche direttamente collegate all'intervento. In particolare, risultano ammissibili:

  • analisi dei flussi di materia, energia, acqua, scarti e rifiuti;
  • Life Cycle Assessment (LCA), Product Environmental Footprint (PEF), carbon footprint e water footprint finalizzate alla definizione del progetto;
  • studi per l'utilizzo di materiali riciclati, riciclabili o bio-based;
  • studi per il recupero e la valorizzazione di scarti, sottoprodotti e rifiuti;
  • studi di fattibilità tecnico-economica relativi a eco-design, simbiosi industriale, end of waste, riparazione, rigenerazione e nuovi modelli di business circolari;
  • progettazione preliminare, dimensionamento tecnico e cronoprogramma dell'investimento.

Per la realizzazione dell'intervento sono ammissibili le spese direttamente connesse agli obiettivi di circolarità e sostenibilità aziendale, tra cui:

  • macchinari, impianti, attrezzature e strumentazioni per riciclo, recupero e valorizzazione degli scarti;
  • impianti per il recupero di acqua, aria, oli e altri materiali di processo;
  • sistemi per l'impiego di materiali riciclati, biodegradabili o a basso impatto ambientale;
  • attrezzature per la produzione di packaging sostenibile, riciclabile o riutilizzabile;
  • tecnologie finalizzate alla produzione di beni più durevoli, riparabili e riciclabili;
  • hardware, sensori e strumenti digitali per il monitoraggio delle performance ambientali;
  • software per eco-design, monitoraggio ambientale, LCA e tracciabilità delle materie;
  • brevetti, licenze, know-how e diritti d'uso di tecnologie;
  • ricerca contrattuale, acquisizione di competenze e brevetti;
  • materiali e forniture destinati a prototipi, test e sperimentazioni;
  • certificazioni ambientali di processo e di prodotto, ammissibili esclusivamente in regime de minimis;
  • opere edili e impiantistiche strettamente funzionali all'investimento;
  • spese generali e costi di esercizio direttamente imputabili al progetto nei limiti previsti dalla normativa di aiuto applicabile.

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto:

  • per lo studio ambientale: il contributo concesso in regime “de minimis” è pari al 60% e con un contributo massimo di 40.000 euro oppure in regime “GBER” è pari al 70% per le piccole imprese e 60% per le medie imprese, fino a un massimo di 40.000 euro. Il costo sostenuto per lo studio ambientale non potrà superare il 25% del progetto di investimento o innovazione.
  • per il progetto di innovazione o di investimento: l’importo minimo dell’intervento è 50.000 euro; l’importo massimo del contributo ammissibile per singola impresa è pari a 260.000 euro in regime “de minimis” con un’intensità di aiuto pari al 60%, in regime “GBER” è pari al 20% delle spese ammissibili per micro e piccole imprese, al 10% per le medie imprese.

Le domande saranno selezionate tramite procedura valutativa a sportello e dovranno essere presentate attraverso la piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia secondo termini e modalità che saranno definiti nel bando attuativo. Le richieste saranno esaminate in ordine cronologico di presentazione.

 


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