Rating e verifiche ESG accreditate: strumenti di qualificazione e criteri premianti per le imprese

Le attestazioni ESG rilasciate da organismi accreditati consentono alle imprese di dimostrare, attraverso evidenze verificabili, il proprio livello di esposizione ai rischi ambientali, sociali e di governance. Questi strumenti assumono particolare rilevanza nelle procedure di gara che applicano i Criteri Ambientali Minimi (CAM).

Suggerimento n. 391/8 del 27 luglio 2026


Le certificazioni, le validazioni e le verifiche accreditate stanno assumendo un ruolo crescente nei processi di qualificazione degli operatori economici, sia nei rapporti con i committenti privati e con la filiera, sia nella partecipazione agli appalti pubblici.

Per comprendere correttamente il percorso occorre distinguere tra lo schema o programma di valutazione della conformità, che definisce requisiti e regole; l’organismo di valutazione della conformità, che svolge l’attività e rilascia il certificato o la dichiarazione; e Accredia, Ente unico nazionale di accreditamento, che valuta la competenza, l’indipendenza e l’imparzialità dell’organismo per lo specifico schema e campo di attività.

Il percorso di valutazione della conformità può avere oggetti diversi: può riguardare l’organizzazione dell’impresa, attraverso la certificazione di un sistema di gestione; uno specifico prodotto, servizio o processo; oppure le competenze di una persona. A titolo esemplificativo, un’impresa può certificare il proprio sistema di gestione ambientale secondo la UNI EN ISO 14001, un prodotto da costruzione rispetto a uno specifico schema o requisito, oppure una figura professionale rispetto a una norma di competenza.

 

IL QUADRO EUROPEO E LE RICHIESTE LUNGO LA FILIERA

La crescente domanda di informazioni ESG si inserisce nel quadro europeo in materia di rendicontazione societaria di sostenibilità, Tassonomia e dovere di diligenza. La Direttiva (UE) 2022/2464 (CSRD), come successivamente modificata, e gli European Sustainability Reporting Standards richiedono alle imprese soggette alla disciplina di rappresentare in modo strutturato impatti, rischi e opportunità ambientali, sociali e di governance.

La Direttiva (UE) 2024/1760 (CSDDD) disciplina invece il dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità, con particolare attenzione agli impatti negativi sui diritti umani e sull’ambiente nelle catene di attività.

Anche quando tali obblighi non si applicano direttamente alle piccole e medie imprese, le richieste informative possono trasferirsi lungo la catena del valore attraverso clienti, imprese capofila, enti finanziatori e committenti. Disporre di dati ESG organizzati e sottoposti a valutazione indipendente può facilitare la qualificazione negli albi fornitori, la risposta ai questionari dei committenti, la partecipazione alle gare, i rapporti con banche e assicurazioni e il monitoraggio dei rischi aziendali.

 

CERTIFICAZIONI SPECIALISTICHE E VALUTAZIONE INTEGRATA ESG

La qualificazione ESG non coincide con un’unica certificazione. Nell’area Environmental rientrano, ad esempio, i sistemi di gestione ambientale UNI EN ISO 14001, la registrazione EMAS, i sistemi di gestione dell’energia UNI CEI EN ISO 50001 e le verifiche delle emissioni di gas a effetto serra.

Nell’area Social assumono rilievo i sistemi di gestione della salute e sicurezza UNI EN ISO 45001, la responsabilità sociale, la parità di genere e la tutela dei lavoratori. Nell’area Governance rientrano, tra gli altri, i sistemi anticorruzione UNI ISO 37001, i modelli organizzativi, la compliance e la gestione integrata dei rischi.

A tali strumenti si affiancano programmi che restituiscono una valutazione complessiva dell’esposizione dell’organizzazione ai rischi ESG.

 

IL VALORE DELLE ATTESTAZIONI ESG NEI CAM

L’articolo 57, comma 2, del D.Lgs. 36/2023 e s.m.i. prevede l’applicazione delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali dei CAM pertinenti all’oggetto dell’affidamento; i decreti CAM individuano inoltre criteri premianti utilizzabili nelle procedure basate sul miglior rapporto qualità-prezzo.

Nei CAM Edilizia adottati con DM 24 novembre 2025, in vigore dal 2 febbraio 2026, i criteri premianti 2.6.4 per i servizi di progettazione e 3.2.5 per i lavori valorizzano gli operatori economici in possesso di un’attestazione relativa all’esposizione ai rischi ambientali, sociali, di governance, di sicurezza e di business ethics, rilasciata da un organismo accreditato secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17029 nell’ambito di un programma idoneo al rilascio di un parere, di un punteggio o di una loro combinazione.

I CAM Infrastrutture stradali (DM 5 agosto 2024, come modificato dal DM 11 settembre 2025, criterio premiante 2.5.3) e i CAM EPC (DM 12 agosto 2024, criteri premianti 2.3.7 per il servizio elettrico e 3.3.7 per il servizio termico) richiedono, in termini sostanzialmente analoghi, un’attestazione sulla valutazione dei rischi non finanziari o ESG rilasciata da un organismo di verifica e validazione accreditato secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17029. La premialità opera solo quando il criterio è recepito nella documentazione di gara e l’attestazione soddisfa i mezzi di prova previsti dal CAM e dalla lex specialis.

 

PROGRAMMI ACCREDITATI PER LA VALUTAZIONE ESG

Tra i programmi di valutazione ESG presenti nel sistema di accreditamento Accredia si segnalano, a titolo esemplificativo, Get It Fair – ESG Rating & Reporting Assurance ed Ecomate ESG Rating.

Get It Fair è un programma di due diligence finalizzato alla validazione dell’asserzione etica “GIF Responsible Organization”. La valutazione considera, in prospettiva, il livello di esposizione dell’organizzazione ai rischi ESG o non finanziari e opera nel quadro della UNI CEI EN ISO/IEC 17029, della UNI ISO/TS 17033 e della UNI/PdR 102.

Ecomate ESG Rating valuta le performance e l’esposizione dell’organizzazione ai rischi ambientali, sociali e di governance, effettivi o potenziali, e conduce al rilascio di un’asserzione corredata da rating ESG. Il programma è stato approvato ai fini dell’accreditamento nel 2025 ed è verificabile da organismi accreditati secondo la UNI CEI EN ISO/IEC 17029, in conformità alla UNI ISO/TS 17033, alla UNI/PdR 102 e al relativo programma proprietario. I due programmi adottano modalità di valutazione e restituzione degli esiti differenti, che possono rispondere a esigenze organizzative diverse.

Get It Fair prevede una valutazione orientata al riconoscimento di un livello premiante di maturità ESG, subordinato al superamento di soglie minime, e può pertanto risultare particolarmente coerente con organizzazioni che abbiano già avviato sistemi di gestione e percorsi di qualificazione.

Ecomate attesta invece, attraverso un rating, il livello ESG rilevato senza subordinare il rilascio dell’attestazione al raggiungimento di una soglia minima, consentendo anche alle organizzazioni che si trovano in una fase iniziale di formalizzare il proprio posizionamento e di impostare un percorso progressivo di miglioramento.

Le due soluzioni non sono quindi pienamente sovrapponibili e la scelta va rapportata al grado di maturità dell’organizzazione, agli obiettivi perseguiti, ai tempi disponibili e all’impegno economico e organizzativo richiesto. La durata e i costi effettivi dipendono tuttavia dal perimetro della verifica, dalle dimensioni e dalla complessità dell’organizzazione, dalla qualità delle evidenze già disponibili e dalle condizioni applicate dall’organismo incaricato.

Per le imprese che dispongono già di un patrimonio consolidato di certificazioni, procedure ed evidenze, un percorso basato sul conseguimento di soglie prestazionali può valorizzare più direttamente il livello raggiunto.

Per le organizzazioni che si trovano in una fase iniziale di strutturazione dei propri processi ESG, un rating rappresentativo della situazione esistente può costituire un primo strumento di qualificazione, anche in vista di successivi sviluppi.

 

INDICAZIONI OPERATIVE PER LE IMPRESE

Prima di avviare un percorso di certificazione o rating è sempre opportuno definire gli obiettivi aziendali e i mercati di riferimento, verificare la frequenza dei criteri premianti ESG delle gare di interesse, controllare l’accreditamento dell’organismo per lo specifico programma e valutare campo di applicazione, modalità di aggiornamento e documentazione necessaria.

La scelta del programma deve quindi tenere conto non soltanto della spendibilità dell’attestazione, ma anche della maturità ESG dell’impresa, delle evidenze già disponibili, dell’investimento economico e organizzativo che si intende sostenere e della rapidità con cui è necessario completare il percorso.

Un’impresa può scegliere di valorizzare un sistema di gestione già strutturato e orientarsi verso il raggiungimento di livelli prestazionali definiti, oppure avviare un percorso più graduale, utile a rappresentare il livello raggiunto e a programmare il miglioramento nel tempo.

La valutazione ESG va pertanto considerata non come mero adempimento, ma come strumento di qualificazione, gestione dei rischi e sviluppo progressivo dell’organizzazione.

 


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