Edilizia ed economia circolare: aumenta il recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione

L’ISPRA ha pubblicato il Rapporto Rifiuti Speciali 2026 elaborato sui dati 2024 relativi alla produzione e alla gestione dei rifiuti speciali (pericolosi e non pericolosi) a livello nazionale, regionale e provinciale. Il settore edile con un tasso di riciclo dei rifiuti da costruzione e demolizione pari a circa l’82,4% risulta essere il comparto più “circolare” del panorama nazionale.

Suggerimento n. 406/9 del 3 agosto 2026


Informiamo i soci che il Centro Nazionale dei rifiuti e dell’economia circolare dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha elaborato il Rapporto Rifiuti Speciali 2026, pubblicato in data 21 luglio 2026 e riferito ai dati 2024 (disponibile al seguente link).

Dal documento emerge una netta accelerazione nella produzione complessiva di rifiuti generati dal sistema produttivo nazionale, che nel 2024 ha superato i 172 milioni di tonnellate, registrando un incremento del 4,6% rispetto al 2023, pari a circa 7,6 milioni di tonnellate in più.

Questo incremento resta principalmente legato alle politiche nazionali di questi ultimi anni, finalizzate alla promozione dell’efficienza energetica e della transizione ecologica del nostro Paese. Gli incentivi per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano, insieme alle attività connesse ai cantieri per la costruzione di infrastrutture e opere pubbliche finanziate dal PNRR, hanno infatti continuato a stimolare importanti interventi in tutto il Paese, contribuendo in misura decisiva alla crescita dei quantitativi di rifiuti prodotti.

In questo contesto, i rifiuti da costruzione e demolizione si confermano il flusso più rilevante dei rifiuti speciali prodotti, rappresentando il 52,5% del totale, pari a circa 90,4 milioni di tonnellate, in netto aumento rispetto agli 81,4 milioni di tonnellate (51% del totale) rilevati nel precedente Rapporto.

Ad aumentare, però, è anche la capacità di recupero del nostro Paese. Il recupero di materia rappresenta ormai il 74,3% della gestione complessiva, pari a 139,1 milioni di tonnellate, in crescita del 6,4% rispetto al 2023, mentre il ricorso alla discarica prosegue il suo progressivo calo (-2% sul 2023 e -23,9% rispetto al 2021).

È proprio il settore dell’edilizia a rappresentare il caso di maggior successo. Il rapporto dimostra che il tasso di riciclo dei rifiuti da costruzione e demolizione, calcolato al netto dei quantitativi relativi alle terre e rocce e ai fanghi di dragaggio, così come previsto dalla direttiva quadro sui rifiuti (Direttiva 2008/98/CE), ha raggiunto nel 2024 circa l’82,4%, in crescita rispetto all’81% dello scorso rapporto e ampiamente al di sopra dell’obiettivo europeo del 70%.

Un risultato che conferma i progressi verso la circolarità dei rifiuti e che fa dell’edilizia il comparto più “circolare” del panorama nazionale, a dimostrazione di come innovazione e corretta gestione dei rifiuti possano tradursi in risultati concreti per l’ambiente e per il sistema produttivo.

 


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