Attività lavorative e misure di prevenzione e protezione per il rischio “stress da calore”
I datori di lavoro, specialmente per i lavori all'aperto ma non solo, devono essere preparati a gestire la salute e sicurezza dei lavoratori, anche rispetto alle possibili prossime ondate di calore. Informare i lavoratori, sapere cosa fare ed organizzarsi per tempo può essere fondamentale.
Suggerimento n. 202/40 del 9 aprile 2026
Come già frequentemente accaduto nel corso degli ultimi anni, ritorniamo sul tema delle ondate di calore, per ricordare come anche il rischio “stress da calore” rientri nell’ambito della valutazione dei rischi dell’articolo 28 del D.Lgs. n. 81/2008, richiedendo al datore di lavoro l’individuazione e l’adozione di misure di prevenzione e protezione.
Il tema delle ondate di calore può rappresentare infatti un problema per la salute di quei lavoratori che operano in ambienti lavorativi e nelle mansioni che li espongono al calore provocato da macchine, impianti, lavori su strada o all’aperto in luoghi assolati o in genere ambienti che si surriscaldano.
È opportuno tenere conto anche dei suggerimenti offerti dalle ATS e dai soggetti pubblici reperibili ai seguenti link e darne informazione ai lavoratori per una maggiore consapevolezza, al fine di indirizzare i comportamenti corretti:
| - | link a materiale di Regione Lombardia; |
| - | link a sito ATS Milano Città Metropolitana; |
| - | link a sito ATS Brianza. |
Segnaliamo inoltre che le ATS delle nostre province, nell'ambito dei Piani Mirati di Prevenzione, prestano un'attenzione specifica a questo argomento. Il Piano Mirato prevede (inizialmente) la compilazione, da parte delle aziende selezionate, di una Scheda di Autovalutazione e successivamente di una eventuale specifica attività di vigilanza.
Gli uffici dell’Associazione sono a disposizione per la comprensione del funzionamento dei Piani Mirati delle ATS.
Il Ministero del Lavoro aveva recepito, con il Decreto del 9 luglio 2025, il Protocollo quadro per l’adozione delle misure di contenimento dei rischi lavorativi legate alle emergenze climatiche negli ambienti di lavoro, che si allega alla presente.
Ricordiamo inoltre che Regione Lombardia potrà emanare ordinanze specifiche per la tutela dei lavoratori esposti a caldo estremo, sulla scorta di quanto avvenuto già nel 2025, di cui daremo tempestiva informazione.
Utili indicazioni per i datori di lavoro sono diffuse anche da INAIL nell'ambito del progetto “Worklimate 2.0”, con una sorta di decalogo allegato, che i datori di lavoro possono adottare volontariamente, nel quale si fa riferimento, oltre ai rischi derivanti dall’esposizione solare, anche ai rischi correlati alle radiazioni.
Nel documento, ad esempio, vi sono consigli per idratazione e abbigliamento, per misure organizzative da adottare e i temi da trattare per una attività di formazione aziendale efficace al fine di aumentare la consapevolezza dei lavoratori sugli effetti sulla salute dello “stress da caldo” e dell’esposizione alla radiazione solare e sulle misure di prevenzione e protezione da adottare.
Infine, ricordiamo che resta confermata la possibilità di accedere al trattamento di integrazione salariale ordinaria per temperature elevate, alle condizioni fissate dall’INPS.
Gli uffici dell’Associazione sono a supporto delle imprese nella fase di valutazione preventiva alla presentazione dell’istanza ed in quella di compilazione della domanda e della relativa relazione tecnica.