Caldo nei cantieri, Assimpredil Ance: “Massima attenzione alla sicurezza dei lavoratori”
Massima attenzione in tutti i cantieri, in particolare nelle attività svolte all’aperto e con esposizione prolungata al sole.
Suggerimento n.337/14 del 24 giugno 2026
Milano, 24 giugno 2026 - Le alte temperature di questi giorni impongono la massima attenzione in tutti i cantieri, in particolare nelle attività svolte all’aperto e con esposizione prolungata al sole. Il caldo non è un semplice disagio: può rappresentare un rischio concreto per la salute e, nei casi più gravi, per la vita dei lavoratori.
Per questo Assimpredil Ance richiama imprese, lavoratori e tutti i soggetti coinvolti nella gestione dei cantieri a una responsabilità condivisa: organizzare le lavorazioni in modo prudente, programmare le attività più pesanti nelle ore meno calde, garantire pause adeguate, idratazione costante, zone d’ombra e tutte le misure di prevenzione necessarie.
“La tutela dei lavoratori resta il punto centrale”, sottolinea Dario Firsech, Vicepresidente vicario con delega alle Relazioni Industriali di Assimpredil Ance. “Il rischio da calore rientra a pieno titolo nella valutazione dei rischi prevista dal D.Lgs. 81/2008 e richiede l’adozione di misure organizzative, preventive e protettive adeguate. Le imprese sono quindi chiamate a programmare le attività tenendo conto delle condizioni climatiche, delle indicazioni regionali e degli strumenti messi a disposizione da INAIL e Worklimate, con l’obiettivo di garantire la massima sicurezza nei luoghi di lavoro”.
In Lombardia, l’Ordinanza n. 484/2026 prevede, dal 10 giugno al 23 settembre 2026, il divieto di lavoro nei cantieri edili all’aperto e nelle cave, con esposizione prolungata al sole, dalle 12.30 alle 16.00, nelle giornate in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio “ALTO”. La verifica deve essere effettuata quotidianamente, anche con riferimento al singolo Comune.
“È fondamentale che ogni decisione sia orientata al principio della massima tutela della salute dei lavoratori”, prosegue Firsech. “In presenza di eventi climatici che incidano sul normale svolgimento dell’attività lavorativa, resta inoltre possibile ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria. A seconda delle condizioni, le causali possono essere ‘eventi meteorologici’ oppure, nei casi rientranti nell’ambito dell’Ordinanza regionale, ‘sospensione o riduzione dell’attività per ordine di pubblica autorità per cause non imputabili all’impresa o ai lavoratori’”.
Sul tema della prevenzione si inserisce anche la campagna di comunicazione e sensibilizzazione promossa dalle Parti Sociali territoriali dell’edilizia - Assimpredil Ance e Feneal UIL, Filca CISL, Fillea CGIL - insieme al Sistema Bilaterale dell’Edilizia delle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza, Esem-CPT, Cassa Edile e ASLE-RLST. La campagna richiama un messaggio semplice e diretto: “Il caldo non si vede. Si sente. Anche in cantiere”.
“Il caldo nei cantieri non è un semplice disagio: è un rischio concreto per la salute e per la vita dei lavoratori”, dichiara Luca Cazzaniga, presidente di Esem-CPT. “Per questo abbiamo voluto promuovere una campagna significativa, che coinvolgerà il territorio con affissioni, comunicazione, pubblicità e social, e che vedrà il coinvolgimento degli Enti preposti al controllo e alla vigilanza, di INAIL Direzione Regionale Lombardia e delle Amministrazioni comunali e provinciali. Nessuno deve trovarsi nella condizione di scegliere tra lavorare e proteggere la propria salute”.
La prevenzione passa anche da comportamenti concreti: bere spesso, fare pause all’ombra, indossare abiti idonei, organizzare il lavoro nelle ore più fresche, lavorare in squadra e riconoscere subito sintomi come mal di testa, crampi, vertigini, stanchezza improvvisa, nausea o confusione. Indicazioni semplici, ma decisive, perché il colpo di calore può arrivare in pochi minuti.
“Di fronte a fenomeni climatici sempre più estremi”, conclude Cazzaniga, “la prevenzione deve diventare una responsabilità condivisa da Istituzioni, imprese, lavoratori e Parti Sociali. Il Sistema Bilaterale è in prima linea anche nell’informazione e nella sensibilizzazione, perché proteggere chi lavora non è solo un obbligo di legge: è un dovere morale collettivo”.