|
Care colleghe e cari colleghi,
lunedì 28 settembre si è tenuta l’Assemblea Generale di Assimpredil Ance, la mia prima da Presidente dell’Associazione.
Abbiamo parlato di casa, di territori, di energia e delle regole per chi ogni giorno costruisce e trasforma le nostre città.
Voglio condividere con voi la mia relazione, affinché sia l’inizio di un confronto sulle risposte alle sfide che ci attendono in futuro.
Autorità, Presidente Ciucci, rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico, professionale, sociale e culturale, colleghe e colleghi imprenditori, gentili ospiti, benvenuti alla nostra Assemblea.
Questa è la mia prima Assemblea pubblica da Presidente. È il momento in cui la nostra Associazione dice come legge il presente e quale impegno assume per il futuro.
Assimpredil ANCE ha più di ottant’anni di storia. Siamo la casa dei costruttori e rappresentiamo quasi mille imprese di Milano, Lodi, Monza e Brianza. In questo territorio la Cassa Edile registra oltre 52.000 operai iscritti: in questi numeri ci sono persone, competenze, investimenti e responsabilità.
Io sono un imprenditore, e chi fa il nostro mestiere conosce una regola semplice: prima di posare la prima pietra bisogna sapere se esistono le condizioni per costruire. Servono un progetto solido, regole chiare, tempi compatibili, risorse adeguate e responsabilità definite. Senza queste condizioni un’opera non parte oppure si ferma. E quando un cantiere si arresta non perde soltanto l’impresa: perde la comunità, perde il territorio, tutti noi perdiamo il futuro.
“Fare spazio al futuro” pone una domanda concreta: possiamo costruire oggi le condizioni per dare una casa accessibile a chi lavora e studia, per rigenerare il patrimonio esistente, per affrontare la transizione energetica e far crescere le imprese sane?
La mia risposta è sì, e le condizioni vanno costruite insieme. Nessuna trasformazione regge se affidata a un solo soggetto: la responsabilità deve essere condivisa.
In questa relazione vi porto le nostre proposte, i nostri impegni e le nostre richieste.
|