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PROTAGONISTI

Intervista a Michele Falcone, Direttore Generale Gruppo CAP


Dott. Falcone, venerdì 6 marzo c’è stato il Supplier Day, dove avete presentato il piano e la strategia di acquisto per i fabbisogni 2026. Cosa prevede?
Il Supplier Day rappresenta per noi un passaggio strategico di programmazione e confronto con il mercato. Con questo appuntamento abbiamo voluto condividere in modo trasparente con le imprese il quadro dei fabbisogni previsti per il 2026 e la visione industriale che li orienta.
Il piano degli acquisti si inserisce in una prospettiva di medio-lungo periodo, finalizzata a rafforzare le infrastrutture idriche del territorio, aumentare la resilienza del sistema e accelerare la transizione ecologica del servizio idrico integrato. La scelta di presentarlo con anticipo rispetto all’avvio delle gare risponde a questa impostazione: dare al mercato il tempo necessario per conoscere le opportunità, organizzarsi e prepararsi a partecipare con maggiore consapevolezza.
Nel concreto, il programma 2026 prevede un volume rilevante di procedure di gara per lavori, servizi e forniture, concentrate soprattutto su quattro grandi ambiti: il potenziamento e la manutenzione delle reti acquedottistiche e fognarie, gli impianti di depurazione e trattamento delle acque, l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione delle infrastrutture, e una componente significativa di servizi tecnici e progettazione.
I numeri aiutano a comprendere la portata di questo percorso. Nel 2025 sono stati banditi complessivamente 450 milioni di euro, di cui 373 milioni per Gruppo CAP e Alfa e 77 milioni per Water Alliance, altre stazioni appaltanti e Comuni terzi. All’interno di questo quadro, 336 milioni di euro sono stati banditi con procedure contenenti criteri di sostenibilità e 135 milioni di euro attraverso Albo Fornitori.
Il piano degli acquisti va quindi letto come uno strumento capace di orientare il mercato verso modelli di sviluppo più sostenibili, favorire la diffusione dell’innovazione e valorizzare le imprese che investono in qualità, sicurezza e responsabilità ambientale.
Un altro aspetto decisivo è la collaborazione tra Gruppo CAP e Alfa. La presentazione congiunta della programmazione delle gare offre al mercato una visione più ampia e coordinata delle opportunità, contribuisce a ridurre la frammentazione delle procedure e aiuta a costruire un rapporto più stabile con la filiera. L’obiettivo è consolidare un ecosistema di imprese capace di accompagnare l’evoluzione delle infrastrutture idriche nei prossimi anni.

Quali sono i requisiti che ricercate negli operatori economici che vogliono lavorare con voi?
Per un operatore del servizio idrico integrato come Gruppo CAP, i fornitori rappresentano partner fondamentali nella realizzazione delle infrastrutture e nella gestione di un servizio essenziale per il territorio. Per questo, nella selezione degli operatori economici consideriamo un insieme di requisiti che comprende competenze tecniche, affidabilità organizzativa, sostenibilità e capacità di innovazione.
Il primo elemento riguarda la solidità tecnica e gestionale. Le imprese devono possedere competenze specifiche nella realizzazione e gestione di infrastrutture complesse, come reti acquedottistiche e fognarie, impianti di depurazione e sistemi tecnologici avanzati. Restano centrali la qualità dell’esecuzione, il rispetto dei tempi, l’aderenza agli standard progettuali e la sicurezza nei cantieri.
A questo si affianca una crescente attenzione alla sostenibilità. Valutiamo con attenzione le politiche ambientali delle imprese, la capacità di ridurre gli impatti lungo la catena del valore, l’uso efficiente delle risorse e l’adozione di sistemi di gestione certificati. Riteniamo rilevanti anche gli aspetti sociali e organizzativi, come la tutela dei lavoratori, la sicurezza e la qualità del lavoro.
Un ulteriore requisito riguarda la capacità di innovare. Le infrastrutture idriche stanno attraversando una fase di forte trasformazione, trainata dalla digitalizzazione delle reti, dall’uso dei dati e dall’introduzione di tecnologie più efficienti. Cerchiamo partner capaci di portare competenze aggiornate e soluzioni progettuali evolute.
È poi fondamentale l’affidabilità nel rapporto di lungo periodo, perché il servizio idrico si basa su infrastrutture con cicli di vita molto lunghi e richiede continuità operativa e collaborazione costante tra committente e filiera.
Questa impostazione trova riscontro anche nei dati. Nel 2025 abbiamo contrattualizzato 100 milioni di euro con fornitori qualificati e sostenibili, con Vendor Rating superiore a 75, in crescita del 13% rispetto alla media dell’ultimo triennio. È un indicatore importante perché dimostra che sostenibilità e qualità organizzativa stanno diventando fattori sempre più rilevanti nella selezione dei partner industriali.

A settembre 2023 avete firmato con Assimpredil Ance un accordo per la promozione della legalità e dei principi di sostenibilità nella supply chain, che ingloba il Protocollo di Legalità e il Codice di condotta “Cantiere Impatto Sostenibile”. A distanza di tre anni, può tracciare un bilancio su come questi hanno influenzato le azioni della filiera?
L’accordo siglato nel 2023 con Assimpredil Ance nasceva con l’obiettivo di rafforzare i presìdi di legalità negli appalti pubblici e diffondere standard più avanzati di sostenibilità lungo tutta la catena di fornitura.
A distanza di tre anni possiamo dire che ha contribuito a rendere più strutturato questo percorso. L’integrazione del Protocollo di Legalità promosso da ANCE e Ministero dell’Interno ha rafforzato gli strumenti di prevenzione delle infiltrazioni criminali, consolidando un contesto competitivo più trasparente e affidabile.
Parallelamente, il Codice di condotta “Cantiere Impatto Sostenibile” ha diffuso una cultura più evoluta nella gestione dei cantieri, promuovendo impegni concreti su decarbonizzazione, tutela dell’ambiente, sicurezza, regolarità del lavoro e responsabilità sociale.
Un elemento particolarmente rilevante riguarda l’integrazione di questi principi nei meccanismi operativi di selezione e valutazione dei fornitori. L’adesione ai protocolli viene valorizzata nel Vendor Rating, creando un incentivo concreto all’adozione di comportamenti virtuosi lungo tutta la filiera, inclusi subappalti e subcontratti. L’accordo infatti ha contribuito a rafforzare la cultura della legalità, ad alzare gli standard ambientali e sociali e a costruire un rapporto più maturo tra stazione appaltante e imprese.

Dal vostro punto di vista, a che punto è il territorio milanese in termini di sostenibilità? Quali sono gli ambiti in cui deve migliorare e quali quelli in cui sono stati fatti dei passi avanti?
Il territorio milanese presenta oggi un livello di maturità avanzato sui temi della sostenibilità, sostenuto da una forte consapevolezza istituzionale e imprenditoriale e da una capacità concreta di sviluppare progetti innovativi.
Tra gli ambiti in cui si registrano progressi significativi c’è la gestione delle risorse e l’economia circolare. Il territorio ha sviluppato competenze importanti nel recupero di materia e nell’ottimizzazione dei cicli, e nel settore idrico si sta affermando un approccio che valorizza le acque reflue come fonte di energia e risorse.
Un altro ambito di avanzamento riguarda l’adattamento climatico. Sono sempre più diffusi interventi legati alla gestione sostenibile delle acque meteoriche, al drenaggio urbano e alla rigenerazione degli spazi urbani con soluzioni basate sulla natura. Si tratta di progetti che aumentano la resilienza delle città rispetto agli eventi estremi.
Restano però sfide importanti. La prima riguarda l’ammodernamento delle infrastrutture, molte delle quali richiedono investimenti continui per essere adeguate alle nuove condizioni climatiche e ai nuovi standard ambientali. La seconda riguarda la diffusione delle tecnologie digitali nella gestione delle reti e dei servizi, che rappresentano un fattore decisivo per migliorare efficienza e capacità di risposta. E infine la terza riguarda la qualità della collaborazione tra istituzioni e sistema delle imprese: le sfide della sostenibilità richiedono approcci integrati e una visione condivisa dello sviluppo del territorio.

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