Il 2026 segna un passaggio fondamentale nella disciplina delle donazioni, grazie all’approvazione in via definitiva della riforma, proposta dal Notariato, sulla circolazione degli immobili di provenienza donativa. L’obiettivo è aumentare la tutela di chi acquista un immobile da un venditore che lo aveva precedentemente ricevuto in donazione, evitando che in futuro possa essere sottratto per effetto delle preteste degli eredi legittimari.
La nuova norma interviene su uno dei principali fattori di incertezza del mercato eliminando l’istituto della cosiddetta “azione di restituzione” e cioè la possibilità per gli eredi, esclusi dalla donazione e lesi nella loro quota di legittima, di agire direttamente contro i terzi acquirenti, chiedendo la restituzione del bene.
In passato, infatti, l’azione di restituzione non si esauriva nel rapporto tra eredi e donatario ma poteva estendersi, entro un termine peraltro molto ampio, anche ai terzi che avessero successivamente acquistato il bene donato.
Questo meccanismo nel tempo ha generato una forte precarietà, penalizzando la commerciabilità degli immobili di provenienza donativa, rendendoli anche poco appetibili per le banche, spesso restie ad accettarli come garanzia nei mutui.
Non scompare comunque la tutela dei legittimari (coniuge, figli e, nei casi previsti, ascendenti) esclusi dalla donazione che potranno vantare un diritto di credito, per la parte di legittima lesa, esercitabile solo nei confronti direttamente del donatario, senza possibilità di colpire il terzo acquirente con la richiesta di restituire l’unità immobiliare.
In questo modo si riduce l’incertezza che ha frenato per anni molte compravendite, garantendo una maggiore sicurezza giuridica a chi acquista un immobile proveniente da una donazione e favorendo di conseguenza una più agevole accessibilità al credito a famiglie e giovani coppie che potranno muoversi con maggiore facilità sul mercato immobiliare.