Regione Lombardia – incentivi per il recupero di aree potenzialmente contaminate

La Regione Lombardia, nel Collegato 2018, ha previsto incentivi destinati a soggetti pubblici o privati e da erogare tramite appositi bandi, per finanziare la caratterizzazione e la redazione di studi di fattibilità urbanistico-edilizia finalizzati al¬la riqualificazione e al recupero di aree potenzialmente contaminate.

Suggerimento n. 24/11 del 12 gennaio 2018


Informiamo le imprese associate che la Regione Lombardia ha previsto incentivi per promuovere l’avvio di processi di rigenerazione e riqualificazione di siti potenzialmente contami­nati.

La previsione è stata inserita all’interno dell’art. 17 della L.R. n. 37/2017 – Collegato 2018 (pubblicata sul BURL n.52 del 30 dicembre 2017, vedi allegato) che modifica, a sua volta, la L.R. n. 26/2003 (Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche) introducendo l’art. 21-ter.

L’art. 17 stabilisce che la Regione Lombardia, tramite appositi bandi, può prevedere incentivi per il finanziamento della caratterizzazione e della redazione di studi di fattibilità urbanistico-edilizia necessari e propedeutici al­la riqualificazione e al recupero di aree potenzialmente contaminate.

I destinatari dei bandi potranno essere soggetti pubblici o privati, proprietari o comunque in possesso di titolo le­gittimante la detenzione delle aree interessate, o anche a favore di Comuni che intervengano d’ufficio (ai sensi dell’ar­ticolo 250 del D.Lgs 152/2006) non responsabili dell’inqui­namento, nel rispetto delle procedure di bonifica, di cui alla Parte IV, Ti­tolo V, del D.Lgs 152/2006 (vedi allegati).

Per tale attività la Giunta regionale lombarda ha previsto uno stanziamento pari a 500.000 euro annui.

Sarà nostra cura tenere informate le imprese non appena i citati bandi saranno resi pubblici.

Ricordiamo alle imprese che viene definito potenzialmente contaminato un sito nel quale uno o più valori di concentrazione delle sostanze inquinanti, rilevati nelle matrici ambientali, risultino superiori ai valori di Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC), in attesa di espletare le operazioni di caratterizzazione e di analisi di rischio sanitario e ambientale sito specifica, che ne permettano di determinare lo stato o meno di contaminazione sulla base delle Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR), ai sensi dell’art. 240, comma 1, lettera d), del D.Lgs. n.152/2006.

L’esecuzione del piano di caratterizzazione consente quindi di conoscere in modo esaustivo lo stato qualitativo del sito, dal punto di vista ambientale e quindi di disporre di elementi che possano orientare le scelte di recupero dell’area. Lo studio di fattibilità urbanistico-edilizia consente invece di individuare, sulla base delle informazioni relative alla qualità delle matrici ambientali interessate, le strategie di sviluppo territoriale sostenibile più adatte.

L’obiettivo di Regione Lombardia, pertanto, è quello di stimolare l’avvio dei processi conoscitivi delle aree potenzialmente contaminate inseriti in un contesto di particolari opportunità di rigenerazione e sviluppo urbanistico-territoriale, per attivare le condizioni ed i presupposti per promuovere e favorire il riuso di aree dismesse, inutilizzate e abbandonate.

In allegato, oltre all’art. 17 del Collegato 2018, trasmettiamo la raccolta delle disposizioni attualmente vigenti in materia di bonifica dei siti contaminanti, contenute nel Testo Unico dell’Ambiente (D.Lgs 152/06 e s.m.i.) e richiamate anche nelle citate disposizioni regionali.


Referenti

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Tags: Ambiente