Dettori, Assimpredil Ance: il rinnovo dello split payment è il colpo di grazia per le imprese dopo covid-19

Comunicato stampa


A pochi giorni dal termine, il Governo chiede alla UE un’altra proroga di 3 anni Questo provvedimento costa oltre 300 mln di euro al territorio

 

DETTORI, ASSIMPREDIL ANCE: IL RINNOVO DELLO SPLIT PAYMENT È IL COLPO DI GRAZIA PER LE IMPRESE DOPO COVID-19

Milano, 12 giugno 2020 – “L’emergenza della pandemia ha messo in ginocchio il Paese ed in particolar modo il nostro territorio. Oggi ci dicono di una richiesta del Governo all’Unione Europea di proroga per altri 3 anni dello Split Payment, che avrebbe dovuto naturalmente decadere a fine mese. Questo strumento è una misura vergognosa, che per il nostro territorio vale oltre 300 mln di euro, con la quale lo Stato ha obbligato le imprese a fare da Banca al posto della Pubblica Amministrazione”.

“Deve essere chiaro che oggi le imprese sono al limite del collasso ed ogni provvedimento volto a limitare, drenare o sottrarre la liquidità alle aziende è il colpo di grazia mortale alla loro capacità di sopravvivenza!! Altro che Stati Generali dell’economia!”

Così è intervenuto Marco Dettori, presidente di Assimpredil Ance, l’associazione che rappresenta la filiera edile di Milano, Lodi, Monza e Brianza.

Lo Split payment è un particolare meccanismo contabile che permette allo Stato di non versare più l’Iva ai propri fornitori (tra cui gli appaltatori), che invece l’hanno già dovuta pagare per acquistare beni e servizi, rendendo impossibile compensare questa imposta. Si determina così una situazione di credito nei confronti dell’Erario per importi considerevoli che vengono rimborsati alle imprese in tempi lunghissimi, visto che l’Italia è fanalino di coda dell’Ue per il rimborso Iva (63 settimane  contro la media europea di 16).

”La fatturazione elettronica, che consente di controllare in modo capillare i versamenti – ha continuato il Presidente di Assimpredil Ance – ha tolto la motivazione originaria che aveva spinto 5 anni fa l’adozione di questo provvedimento, che peraltro a detta di Bruxelles doveva e poteva avere solo carattere temporaneo”.

“Da anni reclamiamo la fine di questa misura iniqua – ha concluso Marco Dettori – che toglie liquidità alle imprese con la scusa di voler combattere l’evasione fiscale: chiedere una proroga dello Split payment ora che le imprese, già in situazioni di grandissima difficoltà, stanno cercando di ripartire, vuol dire bloccare definitivamente tutti cantieri, altro che riaprirli in 5 settimane. Speriamo che a Bruxelles siano più avveduti che a Roma”. 


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