Ance - L’industria delle costruzioni: struttura, interdipendenze settoriali e crescita economica

In allegato lo studio curato dalla Direzione Affari Economici e Centro Studi di ANCE.

Suggerimento n.109/11 del 4 marzo 2016


Lo studio, curato dalla Direzione Affari Economici e Centro Studi dell’Ance, si basa su specifiche elaborazioni della più recente tavola intersettoriale pubblicata dall’Istat e consente di trarre alcune significative informazioni sulla struttura del settore e sugli effetti moltiplicativi sull’economia derivanti da una domanda aggiuntiva di spesa in costruzioni (effetti diretti, indiretti e indotti).

Con riferimento agli aspetti strutturali la ricerca, ad esempio, mette in evidenza la lunga e complessa filiera delle costruzioni e la bassa incidenza di importazioni nel processo produttivo.

Il settore delle costruzioni acquista, infatti, beni e servizi dall’88% dei settori economici (31 settori economici su 36 sono fornitori delle costruzioni) e solo il 4,2% degli acquisti è importato mentre il 95,8% è di produzione interna.

In merito agli effetti moltiplicativi, dallo studio emerge che una spesa aggiuntiva di un miliardo di euro in costruzioni genera sul sistema economico una ricaduta complessiva di 3.513 milioni come effetti diretti, indiretti e indotti e produce un incremento di 15.555 unità di lavoro di cui 9.942 nel settore delle costruzioni e 5.613 nei settori collegati.

Nell’edizione dello studio, che aggiorna il precedente lavoro dell’Ance svolto nel 2010, alcuni risultati sono presentati separatamente in funzione delle diverse aree di attività: “costruzione di edifici e altri lavori di costruzione specializzati” e “lavori di ingegneria civile”.

Gli schemi intersettoriali costituiscono un prezioso strumento per l’analisi della struttura di un sistema economico ed offrono la possibilità di mettere in luce le relazioni di interdipendenza esistenti tra i vari settori produttivi e finali del sistema e tra questi ed il resto del mondo (importazioni/esportazioni).

 


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